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IL PATRIMONIO DIFFUSO DELLA DIOCESI DI MASSA CARRARA – PONTREMOLI

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Il Santo Monaco di Jacopo della Quercia

Jacopo della Quercia

Santo monaco (San Leonardo?)

XV sec, secondo decennio

Legno dipinto

dalla chiesa di Nostra Signora Regina della Pace, Massa – Oliveti

    MUSEO DIOCESANO DI MASSA

GALLERIA IMMAGINI



L’artista

Jacopo della Quercia (Siena 1371-1438), figlio di un orafo di origine lucchese, fu educato nella tradizione gotica toscana (soprattutto ai grandi modelli di Nicola e Giovanni Pisano), a cui unì gli influssi dello stile francese, ma venne ben presto a contatto anche con la cultura rinascimentale fiorentina. Il suo stile è dunque una sintesi personale di queste suggestioni: la resa delle vesti e dei panneggi delle sue figure riporta alla scultura borgognona di fine Trecento, invece l’attenzione per la resa naturalistica dei corpi e dei volti si deve alla nascente sensibilità rinascimentale. L’artista ebbe modo di operare, oltre che a Siena, a Lucca (si ricorda il Monumento a Ilaria del Carretto) e a Bologna (si ricorda il portale del Duomo). Si ignorano le circostanze che possano aver portato l’artista a produrre una scultura per la chiesa romanica di San Leonardo al Frigido, tuttavia il Santo monaco costituisce un’ulteriore testimonianza dello stretto contatto tra il territorio apuano e l’ambiente artistico lucchese.

 

La storia

La statua viene tradizionalmente identificata con San Leonardo e si ipotizza che provenisse dalla piccola chiesa romanica di San Leonardo al Frigido, affiancata da un ricovero per pellegrini dipendente dall’Abbazia di San Venerio al Tino e poi dagli Olivetani di Santa Maria delle Grazie di Portovenere. L’edificio passò in mani private nel 1775 e andò incontro a un inesorabile declino, protrattosi fino agli anni Cinquanta del Novecento, quando i resti della chiesa vennero acquistati dall’Amministrazione provinciale e restaurati. Dalla fine del Settecento e per tutto l’Ottocento si verificò quindi la dispersione delle opere della chiesa, culminata con la vendita del noto portale romanico. In questo lungo periodo di declino potrebbe essere avvenuto anche il trasferimento della statua lignea nella chiesa di Nostra Signora Regina della Pace, dove è documentata nel 1857 dal parroco, che la descrive come: ‘Beato Leonardo’.

L’opera

La statua rappresenta un santo monaco dalla testa tosata, con indosso un saio chiaro. Esclusi il basamento e la mano sinistra, la statua è ricavata da un unico tronco. La testa e la parte anteriore del corpo sono dipinte, mentre nella parte retrostante il legno è lasciato a vista. Questa soluzione, associata a una visione dal basso, fa presumere un’originaria collocazione all’interno di una nicchia o di un polittico ligneo, ora disperso. Il monaco sorregge nella mano sinistra un libro, nella destra un oggetto poco riconoscibile, forse una borsa per le monete.

Curiosità

La scultura, collocata in una nicchia di fianco all’altare, venne interamente dipinta di bianco per fare da pendant a un San Giovanni Evangelista in marmo. La scialbatura venne rimossa con il restauro condotto tra il 1954 e il 1957 da Adolfo Favilli. Nel 1958, Piero Sanpaolesi poté così assegnare per la prima volta la statua a Jacopo della Quercia, riconoscendo le affinità nella posa e nella trattazione del panneggio con i santi dell’altare Trenta di San Frediano a Lucca. L’attribuzione è stata generalmente accolta e confermata dal resto della critica.

 

 

 

 

Per i più piccoli

L’abito fa il monaco?

Il personaggio rappresentato è un monaco e a farcelo capire è proprio il suo abito. I monaci vivono in maniera molto semplice, senza ricchezze e il loro abito vuole rappresentare proprio il loro stile di vita: l’abito, infatti, è lungo fino ai piedi, è liscio, senza decorazioni e senza colore…l’unica comodità è un ampio cappuccio che li protegge dalla pioggia! Un abito può raccontarci molto su chi lo indossa….

Molti mestieri, ad esempio, richiedono una divisa apposita…ne ricordi qualcuno?

Ti do un indizio: il pompiere ha una divisa che lo protegge dal fuoco, un medico indossa il camice bianco e pulito, una ballerina indossa il tutù…continua tu!